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Maestro di Cercenasco, Madonna del latte, dettaglio; inizio XVI secolo. Pinerolo, basilica di San Maurizio.

Pinerolo, basilica di San Maurizio. Madonna del latte

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La Madonna del latte si trova nella terza campata della navata sud della chiesa di San Maurizio di Pinerolo, al di sopra dell’arca sepolcrale di don Giovanni Barra.

Maestro di Cercenasco, Madonna del latte; inizio XVI secolo. Pinerolo, basilica di San Maurizio.

Maestro di Cercenasco, Madonna del latte; inizio XVI secolo. Pinerolo, basilica di San Maurizio.

Il dipinto ritornò alla luce nel 1890, dopo secoli di occultamento che ne avevano fatto dimenticare la presenza; a parlare del ritrovamento è Pietro Caffaro, studioso pinerolese, che dà conto di una situazione di conservazione piuttosto buona nonostante la presenza di numerose cadute intorno alla figura della Vergine a causa della probabile presenza di ex-voto. Nascosto quasi subito, per la seconda volta, dalla tela di San Rocco, ritornò alla luce fra il 1999-2000.

Raffigura la Vergine, avvolta in un manto blu, che allatta Gesù seduta su un tronetto posto al di sopra di una sorta di predellino; Madre e Figlio sono avvolti in un alone luminoso che si irradia da loro assumendo la forma di una mandorla gialla, secondo una tipologia iconografica tradizionalmente legata alla Vergine dell’Apocalisse: a Giovanni, nella visione del primo segno che segue l’apertura dei sette sigilli, apparve nel cielo “una donna vestita di sole”.

Maestro di Cercenasco, Madonna del latte, dettaglio; inizio XVI secolo. Pinerolo, basilica di San Maurizio.

Maestro di Cercenasco, Madonna del latte, dettaglio; inizio XVI secolo. Pinerolo, basilica di San Maurizio.

L’affresco, per la sua indubbia e stringente prossimità stilistica e tecnica con le vele di Sant’Anna, è attribuibile al Maestro di Cercenasco. Concorrono all’attribuzione anche alcuni dettagli riconducibili all’atelier di Jean Fouquet (pittore del re di Francia della metà del XV secolo), come la profonda scollatura della Vergine o l’impostazione generale della scena, già riscontrati nelle vele cercenaschesi.

La presenza dell’affresco su una parete edificata soltanto a partire dal 1500-1501 e all’interno di una cappella già dedicata a San Rocco nel 1518 (come ci conferma la visita pastorale effettuata in quell’anno da Giovanni di Savoia) consente di circoscrive il limite cronologico in cui inscrivere l’opera; rispetto alle vele di Sant’Anna sono riscontrabili inoltre alcune differenze stilistiche e di linguaggio, differenze che si potrebbero spiegare con il passaggio di qualche anno fra la realizzazione delle due opere. Tenendo in considerazione il lasso di tempo necessario per erigere i muri e renderli adatti ad essere affrescati si potrebbe dunque ipotizzare una data non lontana dal 1510, o poco oltre, nella quale le pareti erano già verosimilmente pronte ad accogliere la stesura pittorica.

L’opera si collocherebbe dunque in un momento piuttosto inoltrato dell’attività dell’artista, di cui costituisce probabilmente l’ultima opera finora nota.

(Per un ulteriore approfondimento si veda il volume Il Maestro di Cercenasco ).


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Morte e glorificazione della Vergine, parete destra; dettaglio

Vigone. Cappella di Santa Maria de Hortis

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Al suo interno si sono succedute più campagne decorative databili fra l’ultimo quarto del XIV e gli inizi del XV secolo.

Portale di ingresso

Portale di ingresso

Gli affreschi più antichi sono conservati nel presbiterio, la cui parete destra è suddivisa in tre grandi scomparti separati da cornici decorate. Nella lunetta è raffigurata la Madonna con il Bambino in trono fra santi (Giacomo e Antonio abate sulla sinistra, Claudio vescovo e Caterina sulla destra) e devoti; nel registro inferiore la Crocifissione, sulla sinistra, e alcune scene relative alla morte e glorificazione della Vergine: in senso antiorario, il Funerale della Madonna, al quale assistono due committenti inginocchiati sulla destra, la Vergine accolta in Paradiso dall’Arcangelo Michele e l’Incoronazione di Maria in cielo. Più a destra è dipinto un santo monaco benedicente.

Sulla lunetta della parete di fondo è affrescata l’Annunciazione, in cui la figura dell’angelo è separata da quella della Vergine da Cristo in Maestà racchiuso in mandorla. Nel registro inferiore prendono posto Santa Margherita, sulla sinistra, e il Beato Pietro di Lussemburgo, sulla destra.

Anche la parete sinistra è suddivisa in più scomparti; la lunetta è dominata dalla Madonna della Misericordia, mentre il registro inferiore è suddiviso in più riquadri. Nel primo a sinistra sono raffigurati il Martirio di san Sebastiano e, sotto ad un’architettura gotica, San Giovanni Battista e un altro santo, non più identificabile, che presenta un committente alla Vergine, isolata nello scomparto successivo mentre sta allattando il Bambino, con un uovo sospeso sul suo capo. Seguono San Simone, nel riquadro accanto alla Madonna, e San Bartolomeo, all’estrema destra.

Sulla volta, quadripartita, sono disposti gli evangelisti: in senso orario, guardando la parete di fondo e partendo dallo scomparto soprastante, San Matteo, con l’angelo, San Marco, con il leone, San Luca, con il bue, e San Giovanni, con l’aquila. Nel sottarco che conduce al presbiterio sopravvivono le raffigurazioni di Santa Maria Maddalena e San Giovanni Battista, sulla metà sinistra, e San Lorenzo, sulla destra.

Sulle pareti della navata sono conservati frammenti di affreschi di santi (Michele arcangelo, Caterina e Sebastiano e, al di sopra, frammenti del drago ucciso da san Giorgio), sulla destra, e di un santo vescovo benedicente, a sinistra.

Parete di fondo e dettaglio della volta

Parete di fondo e dettaglio della volta

Parete destra, dettagli

Parete destra, dettagli

San Bartolomeo, parete sinistra

San Bartolomeo, parete sinistra


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Parete sinistra

Villafranca Piemonte. Cappella di Missione

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Presenta al suo interno due campagne decorative; alla prima, dovuta al pavese Aimone Duce e databile intorno agli anni Trenta del Quattrocento, sono riconducibili gli affreschi della parete di fondo, della parete sinistra e del registro più basso della parete destra.

Sulla parete di fondo sono raffigurati l’Annunciazione, nella lunetta, e il Compianto sul Cristo morto, nel riquadro sottostante; affiancano il compianto la Vergine del latte e san Chiaffredo, a destra, e la beata Margherita di Lovanio, a sinistra. Più in basso trovano posto finte cassapanche a trompe l’oeil su cui sono disposti oggetti di uso liturgico.

Parete di fondo

Parete di fondo

Parete di fondo, particolare del volto di san Chiaffredo

Parete di fondo, particolare del volto di san Chiaffredo

Parete di fondo, particolare del volto di Cristo deposto dalla croce

Parete di fondo, particolare del volto di Cristo deposto dalla croce

Sulla parete sinistra si snoda una Cavalcata dei Vizi, sormontata dalle Virtù. La parte più bassa della parete è occupata, a partire da sinistra e andando verso destra, dai santi Michele arcangelo, Andrea apostolo, Bernardo da Mentone e Antonio abate. La teoria dei santi continua nella parete di fronte, in cui sono raffigurati i santi Claudio, Sebastiano, Caterina, Valeriano e Giovanni Battista, e negli sguanci della finestra tamponata, in cui sono dipinte le sante Margherita, a sinistra, e Apollonia, a destra.

Parete sinistra

Parete sinistra

Parete sinistra, particolare del demonio incatenato da san Bernardo

Parete sinistra, particolare del demonio incatenato da san Bernardo

Parete destra, santi Caterina, Valeriano e Giovanni Battista

Parete destra, santi Caterina, Valeriano e Giovanni Battista

La seconda campagna decorativa, opera di un artista rimasto senza nome, risale al 1474 e venne realizzata su committenza di Giulio de Giuli. Comprende la lunetta della parete destra, nella quale sono raffigurati la Vergine con il Bambino affiancata dal committente presentato dal suo santo omonimo (Giulio), a destra, e un beato in armatura, a sinistra, e i quattro evangelisti sulle vele della volta.

Parete destra, Madonna con il Bambino tra un beato e san Giulio

Parete destra, Madonna con il Bambino tra un beato e san Giulio

Completano l’arredo pittorico dell’edificio l’Annunciazione e i due santi (dei quali è ancora riconoscibile Rocco) sulla facciata, risalenti al primo Cinquecento, e il San Cristoforo sulla parete sud, ormai irrimediabilmente deturpato.


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