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Cartolina stampata nel 1913 in occasione della Consacrazione della nuova parrocchiale accompagnata dalle effigi di coloro che ne vollero la realizzazione, monsignor Giovanni Battista Rossi, allora vescovo di Pinerolo, e il teologo Don Paolo Losano, primo parroco

Luserna. Parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù

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Il 15 Agosto 1913 venne consacrata la Nuova Chiesa Parrocchiale degli Airali a Luserna S. Giovanni, dedicata al Sacro Cuore di Gesù.< Cartolina stampata nel 1913 in occasione della Consacrazione della nuova parrocchiale accompagnata dalle effigi di coloro che ne vollero la realizzazione, monsignor Giovanni Battista Rossi, allora vescovo di Pinerolo, e il teologo Don Paolo Losano, primo parroco Cartolina stampata nel 1913 in occasione della Consacrazione della nuova parrocchiale, accompagnata dalle effigi di coloro che ne vollero la realizzazione, monsignor Giovanni Battista Rossi, allora vescovo di Pinerolo, e il teologo Don Paolo Losano, primo parroco[/caption]

Una mastodontica costruzione in mattoni e pietra, scolpita e plasmata – nelle parti esteriori di facciata – con spesse decorazioni, in parte geometriche (cruciformi e a figure euclidee) e in altri casi vegetali, eseguita nelle tipiche forme solide e grevi di quel caratteristico periodo di inizio del Novecento che sviluppava le immagini di tendenza epocale della recente trasformazione modernistica della prima avanguardia architettonica internazionale del Liberty in una attualistica rielaborazione medievale.

Il progettista fu il giovane ingegnere-architetto Giuseppe Momo di Vercelli, che agli inizi della sua carriera fu attivo al fianco dei maggiori esponenti del Liberty torinese; per la sua chiesa egli trasse evidente ispirazione da edifici noti della sua epoca, e non obbligatoriamente ecclesiastici, quali l’Aquarium di Milano di Giuseppe Sebastiano Locati (del 1903/05-06) o il Cimitero Monumentale a Bergamo di Ernesto Pirovano (del 1897/1900-13); Momo fece soprattutto riferimento alle immagini del grande protagonista dello Stile Liberty italiano Giuseppe Sommaruga, la cui evoluzione formale procede dalla ancora decadentistica Cappella Funeraria Biffi nel Cimitero di Galliano a Eupilio (compiuta nel 1898-99) e si conclude con l’Albergo ‘Tre Croci’ al Campo dei Fiori sopra Varese (1907-12), passando per le decorazioni plastiche delle realizzazioni milanesi del Palazzo Castiglioni (1900/01-1903) e della Villa Romeo (adesso Clinica Columbus, del 1911-13).

Un progetto di tutta attualità, dunque, a dispetto di ogni deviante apparenza storicistica che lo vuole rimandare a modelli più antichi, che il suo disegnatore ha concepito ed eseguito un secolo fa, elaborandolo tra il 1905 ed il 1906 e realizzandolo nel 1908/09-13. La costruzione risalta ed emerge, nel tessuto urbano ancora fortemente ottocentesco del capoluogo lusernese, come elemento distinguibile e strepitoso (descritto infatti, ancora nel 1948, dal suo secondo parroco – il canonico Don Giovanni Battista Canavese – quale severo fabbricato che «Domina solenne su tutti gli altri edifizi e fortemente si impone all’ammirazione del visitatore»), del tutto isolato ed insolito rispetto agli esemplari della precedente esperienza valligiana.

A quell’epoca, infatti, la parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù è indubbiamente un elemento estraneo, per le sue volumetrie e le forme elaborate e massicce, a confronto dei tradizionali caseggiati di carattere contadino, o primo-operaio, che componevano il semplice ed elementare paesaggio edilizio cittadino. Nella sua realtà esecutiva, tuttavia, il progetto del Momo, benchè gratuitamente tracciato dall’architetto e costruito con parsimonia economica, ha subito diverse traversie di itinerario procedurale; ciò ha comportato l’attuazione di versioni varianti di progressivo adattamento, mantenendo comunque intatta la versione originaria dell’organismo iniziale, e le cui vicissitudini sono riscontrabili negli Archivi del Comune e della Parrocchia e nelle notizie dei giornali di quel periodo.

Piazza degli Airali nel 1904, prima dell'edificazione della nuova parrocchiale

Piazza degli Airali nel 1904, prima dell’edificazione della nuova parrocchiale

Voluta dall’autorità ecclesiastica di Pinerolo per la consistente crescita dei fedeli cattolici lusernesi, il cui numero aveva da tempo superato quello dei residenti valdesi secolarmente attestati nella località valliva del Pellice, l’esecuzione dell’edificio agli Airali è stata sostenuta dal Vescovo di Pinerolo Giovanni Battista Rossi, con l’appoggio attivo di don Gaudenzio Losano (studioso di diritto canonico e teologo stimato), che della nuova parrocchiale lusernese è diventato il primo titolare.

Addirittura al 1901 risale la decisione di erigere la chiesa airalese, richiesta, come riporta lo storico locale Celeste Martina nel suo studio edito nel 2013, tramite una «petizione di 213 famiglie del Capoluogo con 1006 componenti»; soltanto nel 1905 si riuscì, però, ad acquisire il terreno su cui edificarla, ed unicamente nel 1908 vennero iniziati i lavori di costruzione, interrotti e quindi ripresi nel 1909 a causa di continui rimandi per stridenti contrasti sorti tra la Curia e le autorità comunali di Luserna.

I lavori di edificazione, dopo avere ottenuto le necessarie autorizzazioni definitive, durarono un triennio, terminando nel 1913, e lasciarono sul terreno stabilito quel caratteristico organismo che tuttora si può vedere, rimasto intatto nella sua primigenia concezione volumetrico-spaziale.

La modernità della chiesa è riscontrabile dalla semplicità lineare delle partiture interne, nitide e lisce, senza decorazioni, che procurano alle navate una particolare luminosità formale, ed alla quale egregiamente contribuiscono le vetrate limpide e fortemente cromatizzate composte su disegno del Momo dal vetrista Albano Macario, che le pose in opera nel 1923.

Tra le curiosità esecutive del nuovo contesto ecclesiale, insieme con le opere parrocchiali di assistenza e ricreazione disposte su due ampi cortili laterali, si riscontra una più modesta presenza scultoreo-utilitaria collocata sul piccolo sagrato. Si tratta di una fontana composta da una brocca versante acqua dentro una vasca squadrata, sagomata ad incavo conchigliare, scolpita interamente in un blocco unico di pietra, realizzata nel 1984-85 dal varesino Francesco Chiantore, divenuto imprenditore e scalpellino a Luserna, nonché scultore e “artigiano del marmo”. Una scultura puristica, quasi di spontaneo riferimento formale alla tonda maniera levigata di Felice Casorati, che appare in una metafisica timidezza rispetto all’incombente imponenza volumetrica della Chiesa che le incombe vicina; con una figurazione ridotta che si ricollega alle lettere alfabetiche scolpite in facciata sulla lunga fascia ornamentale dell’ingresso, riportanti in caratteri maiuscoli (SCGN) la dedicazione del tempio al Sacro Cuore di Gesù Nazareno, che stanno ad indicare il vero nome completo di questo edificio.

La fontana del sagrato (Chiantore, 1984-1985)

La fontana del sagrato (Chiantore, 1984-1985)

Corrado Gavinelli

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